Pieve di Soligo

Via Ettore Majorana - 31053 Pieve di Soligo
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Descrizione

Il nome deriva dall’antica “pieve” civile di Soligo (toponimo derivante dal diminutivo del personale latino Sulla) che nel XIII secolo venne divisa in diverse entità amministrative dalle quali derivarono la Pieve del Trevisan, sulla riva destra del fiume Soligo e la Pieve del Contà sulla riva sinistra dell’omonimo fiume. Ancora oggi a partire dalla prima settimana di ottobre, viene disputato il "Tiro alla Fune" tra Trevisan e Contà con la presenza di ancelle, sbandieratori e tamburini. In tale occasione, durante la Sagra dello "Spiedo Gigante" (1956), come da buona tradizione, lo spiedo a base di quaglie potrà essere degustato dopo una lenta cottura di 5-6 ore al calore della fiamma alimentata con legna di carpino e faggio dei boschi vicini.

Pieve di Soligo per la sua felice posizione geografica viene definita “la perla del Quartier del Piave”. Il capoluogo e le due frazioni di Solighetto e Barbisano, nonostante le devastazioni della Prima Guerra Mondiale, offrono scorci paesaggistici e bellezze architettoniche davvero interessanti.

Le rive del fiume Soligo possono essere percorse – sia a piedi che in bicicletta – per rilassanti passeggiate offrendo angoli caratteristici sia dal punto di vista paesaggistico che storico. Anche lungo il torrente Lierza, che segna il confine con i comuni di Refrontolo e Susegana, sono possibili escursioni naturalistiche molto interessanti.

Il centro di Pieve di Soligo è caratterizzato dalla presenza di alcuni interessanti edifici: la seicentesca villa Chisini-Daniotti, i coevi palazzo Ciassi e Morona, con la chiesetta barocca della Madonna del Carmine, palazzo Balbi Valier, del XIX secolo e l’adiacente borgo Stolfi. In piazza Vittorio Emanuele II sorge il palazzo Vaccari, ex scuole e municipio, il restaurato storico edificio dell’albergo alla Stella d’Oro, la biblioteca Giacomo e Maria Battistella e l’annesso auditorium Battistella-Moccia, sede di eventi culturali, l’ottocentesca Loggia dei Grani. L’imponente Duomo dedicato a S. Maria Assunta, risale ai primi anni del ‘900, e conserva al suo interno una pala di Francesco da Milano datata 1540, una “crocifissione” di Giovanni Possamai, una “Vergine con Gesù Bambino” di Marta Sammartini e la tomba del Beato Giuseppe Toniolo, figura eminente di sociologo e protagonista del Movimento Cattolico Italiano postunitario. In prossimità del cimitero, al termine della cal Santa – il percorso della Via Crucis - sorge l’oratorio del Calvario, una semplice cappella del XVI secolo con un bel crocifisso e alcune decorazioni a stucco.

A Barbisano in piazza è ancora visibile l’edificio della prima “scuola panierai” la fabbrica/scuola nella quale ebbe origine la lavorazione del giunco nella provincia di Treviso. Sulla piazza si trova la chiesa parrocchiale di Santa Caterina, in stile neoclassico edificata nei primi anni del 900. Sulla facciata si trovano due statue di Emilio Fontana e all’interno l’altare di Paolo Possamai e una tela di Giovanni Zanzotto. Lungo il torrente Lierza, in prossimità della villa di Toti dal Monte, si trovano le “crode del Pedrè”.

Le colline di Solighetto offrono in tutte le stagioni straordinarie opportunità di contatto con la natura e punti di osservazione sulla pianura e sulla corda collinare che precede le Prealpi Trevigiane da Vittorio Veneto a Vidor, da Follina a Cison.
La piazza di Solighetto è un piccolo gioiello di semplice compostezza chiusa sui suoi lati dall’ottocentesca chiesa parrocchiale dedicata all’Immacolata Concezione e dalla Villa Brandolini, al centro della piazza una fontana. La chiesa eretta in occasione della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione è un esempio di coerenza esecutiva insolita per le chiese del territorio. Un’elegante bassorilievo in marmo bianco raffigura la morte del conte Gerolamo Francesco Brandolini Rota e sul soffitto spicca l’affresco di Giovanni De Min. Villa Brandolini è sede del Consorzio di Tutela del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene. La villa veneta del XVIII secolo riproduce lo stile tipico dell’epoca, ora di proprietà comunale e sede di prestigiose mostre d’arte, concerti e manifestazioni culturali. La vicina casa del Senatore della Repubblica Francesco Fabbri, ospita la sede operativa dell’omonima Fondazione, che accoglie studiosi creativi e ricercatori offrendo uno spazio in cui ideare e realizzare progetti di interesse per lo sviluppo del territorio.

 


 

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